Turisti non per caso. Milano senza cartina

Cinque luoghi imperdibili a Sud di Milano

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Milano è una città su cui insistono un sacco di luoghi comuni: è una città caotica, grigia, dove non c’è molto da vedere, ma dinamica per via del terziario e dell’ampia offerta ricreativa. Bene, col post di oggi vorrei tentare di incrinare un po’ questa visione triste della città e mostrarvi 5 luoghi che sembrano usciti fuori da un altro mondo, eppure fanno parte della storia e del genius di una città fuori dal comune. Potete visitarli tutti in un giorno oppure farne la base per delle visite “a tema”, che partendo da quel luogo vadano a caccia di altri posti dello stesso periodo o dalle caratteristiche simili.

Come vi anticipavo su facebook questo è un tour di Milano da fare senza cartina. Com’è possibile? Beh, vi svelo il mio piccolo trucco per visitare le città senza sembrare ad ogni pie’ sospinto una turista sperduta. La cartina la prendo e la memorizzo PRIMA. La compro con qualche giorno di anticipo e durante il viaggio di andata e nei tempi morti tento di memorizzarla. Per facilitare l’operazione mi segno quattro o cinque punti di riferimento centralissimi (potete prendere ad esempio il duomo, la stazione centrale, il castello) e divido la mappa in quadranti. Milano è una città che si presta molto bene ad essere “memorizzata”, in quanto concentrica. Prendete un pennarello e segnatevi due cosette.
Dalle mappe individuiamo facilmente tre cerchi, uno nell’altro.
Il primo cerchio, quello più stretto, che ingloba il cuore della città è la Cerchia dei Navigli, che coincide in larga parte col tracciato del fossato difensivo della città medievale, poi convertito nel sistema di canali navigabili che sono i Navigli.
Il secondo cerchio è invece la cerchia dei Bastioni, ossia delle mura spagnole costruite nel ’500 (tutte le vie in cui compare il nome “Porta” appartengono a questo sistema, erano infatti le porte di accesso alla città).
Il terzo cerchio, il più largo e anche quello di più recente costruzione è la Circonvallazione esterna, un sistema viario della fine dell’800 messo in atto dal primo piano regolatore della città di Milano, il cosiddetto Piano Beruto, che all’epoca in cui fu costruito segnava il confine fra la città e il territorio circostante. Ne fanno parte dei lunghi e trafficati viali ormai diventati semicentrali, come viale Marche, viale Jenner, viale Abruzzi e viale Umbria.

Questa suddivisione vi sarà molto utile per distinguere in quale cerchio si trova il posto che volete visitare e quanto è lontano dai vostri punti di riferimento. Vi consiglio di fare un’ulteriore suddivisione della mappa, in modo da riuscire ad avere bene in mente anche i punti cardinali. Fateci una croce sopra! Si, una bella croce, che divida la città in quattro parti. La storia della città vi aiuta anche in questo, perché potete individuare l’incrocio fra le due strade della città romana, il cardo e il decumano. Il  cardo andava da Porta Ticinese  a Porta Nuova ( passa per Piazza della Scala, un altro dei possibili punti di riferimento) e il decumano da Porta Romana (la porta è ancora lì, inconfondibile, sebbene relegata in una piazzola spartitraffico) a Porta Vercellina (oggi Corso Magenta, vicino alle basiliche di Sant’Ambrogio e Santa Maria delle Grazie, dove c’è il cenacolo di Leonardo da Vinci). Questa traccia si è persa da tempo, ma idealmente può ancora essere usata per orientarsi!

Quindi, ora che abbiamo ben chiara la mappa della città posso finalmente indicarvi i 5 luoghi meravigliosi del sud di Milano che vi introdurranno ad una città diversa, meno caotica e lontana dai flussi turistici classici.

1. LA CONCA VIARENNA Si trova in via Conca del Naviglio e la toponomastica ne richiama l’originaria funzione di chiusa, che serviva a far superare all’acqua i dislivelli del terreno. Nei pressi della Pusterla dei Fabbri di via De Amicis (la Pusterla era una piccola porta!), il naviglio veniva parzialmente deviato verso sud per confluire nella Conca di Viarenna, costruita nel 1439 come importante snodo della navigazione interna, che congiungeva la Cerchia dei Navigli con il  vicino Naviglio Grande. Pare che la via d’acqua fosse usata per trasportare il marmo bianco di Candoglia verso la veneranda Fabbrica del Duomo. Interrato il collegamento con la Darsena, la Conca si presenta oggi come una grande vasca. Qui vicino, tra via Arena e via Conca del Naviglio, si possono ancora vedere i resti di un anfiteatro romano di Milano, databile tra il II e il III secolo. I resti della struttura permettono di determinarne  la lunghezza (155 metri) e la larghezza (125). Dimensioni davvero molto simili a quelle del Colosseo! Partendo da questo luogo a sud potete pensare di esplorare le tracce del sistema dei Navigli, con le sue anse e le sue chiuse. Se vivete in città portateci i vostri bambini in visita in bicicletta, vedrete quanto ne saranno rapiti!

2. PARCO DELLE BASILICHE All’inizio era un terreno paludoso solcato da un fosso che s’immetteva nel fiume Seveso, infestato di baracche e ricoveri spontanei, molto puzzolente in quanto usato per le attività dei conciatori. Situato sul retro della Basilica romana di San Lorenzo (per gli amanti della movida milanesi una puntata notturna alle famose colonne è quasi d’obbligo) il parco collega la basilica con quella di Sant’Eustorgio affacciandosi su piazza Vetra (ancora un aiuto dalla toponomastica: i conciatori erano chiamati Vetraschi). Il progetto tendeva a realizzare una passeggiata archeologica che unendo le absidi delle due basiliche, doveva condurre all’anfiteatro romano che vi ho citato al punto precedente. Piccolo chiarimento: le basiliche non sono contemporanee, la più vecchia è quella di San Lorenzo, di epoca paleocristiana bizantina (paleocristiana è anche l’arcinota Basilica di Sant’Ambrogio), mentre quella di Sant’Eustorgio è romanica. La leggenda dice che Sant’Eustorgio stava trasportando le reliquie dei Re Magi da Costantinopoli fino a Santa Tecla, ma il carro con i buoi si fermò inspiegabilmente nel punto in cui poi fu edificata la chiesa.

3. VIA LUPETTA C’è un posto dove ancora per qualche mese potreste avere l’occasione di vedere com’era Milano durante la seconda guerra mondiale, momento in cui la città è stata pesantemente colpita da bombardamenti che ne hanno sventrato il centro. Via Lupetta, nei pressi dell’Università statale, è la viuzza in cui ho scattato questa foto. Sebbene fossi circondata da ruspe e impalcature, transenne e cartelli di lavori in corso, non vi nascondo che mi sono fermata un secondo qui e ho pianto, perché uno dei miei sogni più ricorrenti e impossibili, quello di vedere certi posti in altre epoche, si è avverato inaspettatamente.  Quelli nell’immagine sono i resti di un edificio di quattro piani a dodici aperture; la facciata, che segue l’andamento sinuoso della via. Poco più avanti c’è un portale secentesco ad arco con decorazione pure in pietra e sovrastante trabeazione retta da mensole, da decorazione a bugnato al piano terreno, al primo e secondo piano dei balconcini settecenteschi a pianta sagomata con ringhiere in ferro battuto, sostenuti da cartelle accartocciate in stucco. Questa casa viene ricordata dalle cronache come la casa del garibaldino Giovanni Battista Prandina. Via Lupetta è raffigurata in una delle incisioni dell’artista milanese Federica Galli (morta nel 2009), che raffigura poeticamente un albero cresciuto fra le macerie e per qualche tempo sottratto alle mire di riqualificazione-gentrification delle società immobiliari. L’albero non c’è più e i lavori procedono spediti. Presto via Lupetta diventerà un’altra delle enclave dei ricchi milanesi.

4. LA ROTONDA DELLA BESANA Ok, questo è un posto abbastanza famoso della città. Questo edificio tardo barocco costruito costruito fra la fine del ’600 e i primi del ’700 in origine era un “foppone”, cioè un cimitero per i poveri, dove venivano seppelliti i morti nell’Ospedale Maggiore di Milano. In epoca napoleonica si elevò al rango di “famedio”, ossia un cimitero per personaggi illustri). Al centro di uno spazio circolare e colonnato c’è la chiesa sconsacrata di San Michele. Il parco è davvero molto bello, ideale per un pic nic pomeridiano al riparo dalla frenesia della città.

5. VIA LINCOLN il quartiere di sicuro più colorato di Milano. Entrandovi non sembra di stare in città. Dai giardini occhieggiano alberi di melograno e biciclette; ve ne parlo non solo per il suo aspetto caratteristico, ma soprattutto perché è un esempio illuminato di quartiere giardino costruito a partire dalla fine dell’800 dalla prima cooperativa operaia di Milano, formata da sole cinque persone con un capitale sociale di 5 lire ciascuno per ospitare i lavoratori dell’area di Porta Vittoria. L’idea era di costruire un intero quartiere giardino fatto di case dignitose ma dai prezzi accessibili, una vera e propria “Città Operaia” che si sarebbe dovuta estendere poi a tutta la zona di Porta Vittoria. Purtroppo le case di via Lincoln furono le uniche realizzate.

Il mio viaggio finisce qui. Spero di avervi messo addosso almeno un po’ di voglia di scoprire questa città e sfatarne i cliché che la vogliono triste e senza storia.

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  • nicoletta

    pur abitando a milano da 10 anni via Linconl mi manca, dovrò andare a vederla. Grazie mille per far conoscere Milano, la vera MIlano.

    Nicoletta

    • http://myvintagecurves.it/ My Vintage Curves

      Ne sono davvero felice Nicoletta, facci un salto, è una viuzza piccolissima, ma ci sono gli alberi di melograno!!!!

  • http://thefashioncommentator.com The Fashion Commentator

    Antonietta ti rispondo con un’immagine del commento che ti avevo scritto, ma che per problemi di connessione si è volatilizzato nel nulla, per fortuna avevo fatto uno screenshot! ;)

    PS: Inoltre, ci credi che per un brevissimo periodo ho soggiornato anche in via Lupetta? Precisamente in una tipica casa a corte con gli affacci interni e la doppia porta, ti giuro che è stata una delle esperienze più belle che ho avuto con airbnb e la tua foto rende giustizia a questo piccolo microcosmo dimenticato a due passi dal duomo.

    Un bacione
    Ale

    • http://myvintagecurves.it/ My Vintage Curves

      Ale, in realtà io molti di questi posti li ho scoperti perdendomi :)
      sto valutando di usare airbnb anch’io per Parigi, penso che sia davvero un modo per dare senso a certi viaggi. Ti farò sapere come va!

  • Anna Venere Modaperprincipiant

    OHhh non sapevo nemmeno che esistessero questi posti a Milano

    • http://myvintagecurves.it/ My Vintage Curves

      Anna, devo confessarti che è il mio “gioco” preferito scovare posti particolari da non ci si aspetterebbe, quando ci riesco (e quasi sempre avviene per caso) mi diverto da matti!

      • Anna Venere Modaperprincipiant

        ;) Io da quando mi sono trasferita con l’ufficio nei vicoli sto facendo lo stesso con Genova!