Boho style Fall winter 2014

Why Bohemian style will never be out of fashion

of marginalized and impoverished artists, writers, journalists, musicians, and actors in major European cities

Bohemian way by Emma Summerton on Vogue Italia

I’ve seen a lot of bohemian inspired looks in the Fall Winter 2014 2015 fashion shows aroud the world. Burberry Prorsum have just showed us colorful ponchos, we have seen amazing textures and ethno chic layers at Etro’s, raw wool sweaters at Ralph Lauren and long capes at Vivienne Westwood (her fashion show ended a hour ago!).

So I ask myself: why designers and brands carry on suggest us this kind of style? Why the bohemian trend seems to be doomed to stay?

Well, actually the words “bohemian style” are an oxymoron, a sort of contradiction in terms, because Bohemian refers to gipsy, unconventional people that is involved in art, wanderers, adventurers, or vagabonds.  The most part of them were marginalized and poor artists, writers, journalists, musicians, and actors living in major European cities at the beginning of the XIX century.

Letting itself be inspired by the way those artists got dressed, fashion industry seems to push us into trying new things and free ourselves from strict rules, mixing textures and prints,trying volumes and accessories.

Total looks and perfect make up are fading and everyone of us can choose what to wear and how to combine items and colors. Bohemians were free and creative, they dared to believe and follow  their dreams and this is a message so fascinating that fashion can’t ignore it!

By our side we have to stop worrying to much about our hair, make up and clothes and start doing things we love, building our own kind of fashion.

- Per il lettore inquieto, per il borghese timorato, per tutti quelli, i quali non trovano mai sufficienti punti sopra gli i d’una definizione, noi ripeteremo in forma d’assioma: “la bohème è il noviziato della vita artistica, è la prefazione dell’Accademia, dell’Hotel Dieu, o della Morgue”-
Henri Murger, Scene della vita di Bohème 1851

Anche per l’autunno inverno 2014 2015 l’ispirazione bohèmien ha fatto capolino dalle passerelle dei designer più o meno famosi, nonostante gli stili e il target diverso dei brand. Ho visto ponchos colorati, da Burberry Prorsum,  maglioni di lana da Ralph Lauren, tabarri da Vivienne Westwood (ha sfilato a Parigi proprio poco fa) e completi preziosi, ma massimamente scoordinati da Etro.

Perché il boho chic piace tanto agli stilisti? Perché continua a resistere alle stagioni e ai cambiamenti di gusto?

Se ci pensate parlare di “style bohèmien” è un puro controsenso. I bohèmien erano artisti squattrinati che vivevano d’arte e quindi erano poveri, reietti e spesso pure sporchi. Si mettevano addosso quel che capitava e sovrapponevano gli strati per proteggersi dal freddo. Niente a che vedere con il finto scompigliato delle sfilate, con il sapiente mix di tessuti, colori e forme diverse, orchestrato per sembrare casuale e trasandato. Eppure il potere evocativo di vestiti che sembrano indossati per caso, dall’aspetto vagamente etnico è fortissimo nonostante l’ossimoro

La moda, all’interno di schemi commerciali ben delimitati, sembra suggerirci di dare spazio all’estro, di viaggiare con la mente, di essere liberi. Perciò invece delle scarpe col tacco vediamo stivaletti o scarponi dall’aspetto consunto, che fanno pensare al viaggio; filati di lana grezza rovinati ad arte, che evocano i freddi atelier del Quartiere Latino, ingombri di tele e colori, gonnelloni e cappelli gitani (che poi i gitani non erano mica boemi!) si sposano bene con l’idea di donne dal forte temperamento.

La verità è che oggi, come ieri, subiamo il fascino della vita fuori dagli schemi, ma raramente riusciamo a farla nostra. Se c’è un motivo di ispirazione che voglio mutuare dalle ultime sfilate allora è questo: pensare fuori dal coro, rimescolare le carte e ripensare sé stessi ogni volta, preoccupandosi meno per i capelli scompigliati, per il trucco scolato, per gli abiti sgualciti.

Preferisco avere le occhiaie perché ho letto tutta la notte, le scarpe inzaccherate perché ho camminato per strade non asfaltate, i vestiti usati perché i soldi li ho spesi in altre cose, in cose che mi rendono felice. La moda che vale è quella che ispira, che fa pensare, che mette in moto le energie, che spinge a provare, a osare e rischiare pure di finire all’Hotel Dieu. I total look da copertina lasciateli alla gente troppa pigra per sognare!

Photo credits: vogue.it, style.com, thelibertineezine.com

of marginalized and impoverished artists, writers, journalists, musicians, and actors in major European cities

Domenico Cennamo For Forget Them Winter 2011

of marginalized and impoverished artists, writers, journalists, musicians, and actors in major European cities

Vivienne Westwood fall winter 2014 2015

of marginalized and impoverished artists, writers, journalists, musicians, and actors in major European cities

Vivienne Westwood fall winter 2014 2015

of marginalized and impoverished artists, writers, journalists, musicians, and actors in major European cities

Etro fall winter 2014 2015

of marginalized and impoverished artists, writers, journalists, musicians, and actors in major European cities

Burberry Prorsum fall winter 2014 2015

 

of marginalized and impoverished artists, writers, journalists, musicians, and actors in major European cities

Polo Ralph Lauren fall winter 2014 2015

of marginalized and impoverished artists, writers, journalists, musicians, and actors in major European cities

Michael Kors fall winter 2014 2015

of marginalized and impoverished artists, writers, journalists, musicians, and actors in major European cities

The bohemian couture, Peter Lindenberg for Vogue Italia 1998

 

 

 

  • http://www.divadellecurve.com/ divadellecurve

    io ho sempre avuto un debole per questo stile, vuoi per l’influenza forte indiana, vuoi per il mio scompiglio mentale, però se è vero che il bohemien è squattrinato e sporco è anche vero che artista quindi l’estro in qualche modo ci sarà sempre e uno stile lo avrà per quanto trasandato, ivi compresi i figli dei fiori che per quanto squattrinati facevano dello stile libero e contaminato una bandiera…