Curvy I hate you!

Why do people hate the word curvy?

why people hate the word curvy

Collage from Gioia magazine and internet pictures

In an ideal world a blog like this would never exist. They wouldn’t be weight, sexual, racial, religious discriminations, no “curvy” and plus size clothes lines, no demostrations or “pride” exibitions, because in an ideal world there wouldn’t be nothing to protest for and no rights to claim to. But, people, this is not an ideal world. This is an imperfect society that tends to impose role models to conform to.

Now it happens that someone who doesn’t meet these requirements decides to lay claims to his diversity as a value. This often happens to “not skinny” people, whose voice becomes louder and louder every day. They call it curvy evolution, with a lot of displeasure of detractor who  say that a curvy pride is useless and detrimental; most of them don’t stand the word curvy.

Why do some people hate the word curvy so much? Well, they say that “curvy” is like a neologism, a buzz word, a polite way to say fat. But guys, curvy has nothing to do with weight, curvy alludes to a shape, it describes a sinous body not a size.

You can say fatty, fatso, bladder of lard, plus size, overweight, “real woman” or anything else you want, but no one of these words describe people like me; tecnically I’m not even overweight, but my hips are fuller and my thighs bolder.

Now you can ask: is it needed to define a person in a single word like curvy? No, it isn’t needed in the real life, but this is the internet and I need to describe myself with words if I want people to find me.

Another question concearns curvy pride exibitions, advertisings and demonstrations: are curvy demonstrations useful for women? To me they are useful if they call attention to weight discrimination and eating disorders contributing to make people know and talk about these subjects. It’s absolutely useless if it takes advantage of curvy and plus size people to gain money or exposure.

Is it a blogger who talks about curvy fashion and self acceptance essential in this world? No, it isn’t, but it could be nice sometimes to look at someone who has a body similar  to yours, and see what he/she wears. You can take inspiration or possibly learn from his/her fashion mistakes.

No one of us curvy bloggers say that self confidence mean: fat is beautiful or I am who I am and I refuse to improve myself. Confidence is a endless journey that starts with self awareness. And that’s what we try to show to our followers: embrace who you are, there’s no point in fighting agaist ourself, and start your own journey to become the best person you can.

 

In un mondo ideale un blog come il mio non esisterebbe. Non esisterebbero le “curvy”, i vestiti plus size, la discriminazione legata al sesso, alla razza, al peso, al credo religioso. Non esisterebbero le manifestazioni di protesta e i pride di tutti i tipi, perché in un mondo ideale non ci sarebbe niente per cui protestare e nessun orgoglio da rivendicare.

Ma, se per caso qualcuno non se ne fosse accorto, questo non è un mondo ideale. Nessuna città del sole o Atlantide all’orizzonte.

Solo una società imperfetta dagli equilibri in continuo assestamento che tende a proporre canoni fisici e morali a cui è bene attenersi se si vuol vivere tranquilli. Ora capita che qualcuno non risponda a questi canoni per nascita o per libera scelta e che decida di rivendicare la propria diversità come un valore. Questo capita spesso alle persone “non magre” la cui voce ultimamente si è fatta sentire in maniera particolarmente forte.

Curvy evolution la chiamano. Con gran disappunto dei detrattori che si concentrano sull’inutilità e pericolosità di questo sbandierato orgoglio e si scagliano con veemenza contro la parola curvy. Tutti odiano la parola curvy. Tanti.

Ora la domanda è: serve organizzare class actions come il curvy pride o campagne pubblicitarie pro curve?

No, se queste sono iniziative populiste fini a sé stesse o volte esclusivamente al profitto, si, se servono ad attirare l’attenzione, anche in modo eclatante e chiassoso, su un problema di discriminazione e a canalizzare risorse ed energie sulle strategie da attuare per arginare il disagio che vivono le persone in sovrappeso. Quello che a molti sfugge è che l’orgoglio non sta nell’essere fieri della propria condizione, ma nella forza di volontà e nel coraggio che servono per lottare contro i pregiudizi che ne derivano.

D’altronde è una prassi sociale comune quella di riunirsi in gruppi o correnti d’opinione per far sentire la propria voce. Nulla di strano se lo si fa nel rispetto degli altri.

Che vogliono i grassi? Non vogliono che tutti pensino che grasso è bello, sappiatelo. Grasso è grasso. Punto. Né bello né brutto, né una categoria morale né estetica.

Sgombriamo subito il campo anche da un altro fraintendimento: se il termine curvy non vi piace non dovete far altro che eliminarlo dal vostro vocabolario senza far tante storie, ma non venite più a dirmi che è una parola politicamente corretta per sostituire ciccione. La storia dell’alibi per far sentire meglio quella massa informe di donne che si colloca al di là della linea di fuoco del sovrappeso mi ha francamente un po’ stufato.

A me questo termine piace e me lo tengo, perché penso che descriva alla perfezione il mio tipo di fisicità. Di alibi non ho alcun bisogno, i miei amici mi chiamano culona da quando avevo 13 anni (e non l’ho mai percepita come un’offesa) quindi per me anche questa parola è ampiamente sdoganata. Che altri termini potrei usare? In sovrappeso, taglia forte, plus size, chiattona, pienotta, palla di lardo, cellulitosa, genoide o peggio “donna normale”? GRASSA. Grassa, grassa, grassa. E si, che non ho alcuna paura di dire Grassa. Ma il fatto è che io tecnicamente non sono nemmeno in sovrappeso. C’ho le curve esuberanti, sono pure un po’ pigra, ecco tutto. Nella vita reale non ho nemmeno bisogno di definirmi per forza, ma su internet quello che ci identifica sono parole e immagini. Non dico “curvy” perché sono pazza o c’ho un disco rotto al posto del cervello, ma per permettere alle persone interessate ai temi del mio blog di trovarmi. La solita frase: “ma perché quest’ansia della classificazione?” come vedete non ha senso. Non mi classifico, mi sto solo rendendo visibile.

Altra domanda: le donne hanno davvero bisogno di blog come il mio per accettarsi e volersi bene? No, non ne hanno, ma se nel panorama dei blogger e della moda c’è qualcuno che si avvicina al tuo tipo di fisicità e al tuo modo di vivere magari può essere anche piacevole leggere quello che scrive e guardare come si veste, fosse anche solo per imparare dai suoi errori.

Battersi per l’accettazione mettendoci la faccia non vuol mica incitare a bearsi della condizione in cui ci si trova evitando ogni sforzo di miglioramento. Semmai l’esatto contrario: far pace con sé stessi è il primo passo verso un cammino di crescita e consapevolezza.

Qualche giorno fa su Gioia è uscito un trafiletto di Serena La Rosa intitolato “Ma Barbie deve per forza dare il buon esempio?” che commenta la richiesta lanciata via Twitter da Demi Lovato, di creare una Barbie con la cellulite (visto che il 95% delle donne ce l’ha). A me l’articolo era sfuggito, ma Ale di Verdementa l’ha prontamente notato e commentato sul suo blog. La Lovato fa marketing furbo usando la sua popolarità e La Rosa afferma che ci sia una generazione la cui priorità è “ribadire di continuo la propria mancata magrezza”.

Beh ragazze secondo me qui c’è un equivoco di fondo: non serve un termine di paragone magro per definirsi, una persona in carne non è il negativo di una secca. Preferisco allora dire “curvy” e alludere alla forma sinuosa del mio corpo piuttosto che ricorrere a questa litote irritante della “mancata magrezza”. Quanto al ribadire non vedo l’ora che arrivi il momento in cui non ci sarà più bisogno di farlo!

PS. La Barbie non deve per forza dare il buon esempio, ma forse se ne facessero di diverse forme e modelli le bambine le troverebbero meno noiose ;)

Andras Kallai, Fat Barbie, 2006

Andras Kallai, Fat Barbie, 2006

Francesco De Molfetta, Snack Barbie, 2009. Art Fair London

Francesco De Molfetta, Snack Barbie, 2009. Art Fair London

Courtesy of Gioia Magazine

Courtesy of Gioia Magazine

Barbie jewels, designer Margaux Lange

Barbie jewels, designer Margaux Lange

 

 

  • lanciacoriandoli

    Fare una barbie grassa è sbagliato! Le ragazzine non dovrebbero smettere di fare attività fisica o cominciare a mangiare schifezze senza fine, questo pensiero potrebbe frullargli in testa perché un giocattolo ora dice che “pesi 110kg e sei alta un 1,5m? va be’ dai, non fa niente, sei solo una forma diversa” NO! Ovviamente io parlo delle esagerazioni, tipo la barbie in foto. Un pò più grande ok ma senza esagerare altrimenti pretendo la barbie fumatrice e quella drogata! Le bambine non conoscono e non posso capire tutte quelle piccole sfumature di un concetto nella nostra società, ecco perché meglio cose semplici e poi parliamoci chiaro…io le barbie le vedo grasse rispetto alle modelle che ci sono in passerella! e da piccola non mi sono mai sognata di essere magrissima perché le mie bambole erano magre (?) casomai le riviste patinate e gli spot pubblicitari, quelli si!

    bacio cicciottoso <3

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  • GRETA

    secondo me non si dovrebbe passare da un eccesso all’altro! è sbagliato avere l’idea che il magro sia bello,ma è sbagliato anche essere eccessivamente grassi ! si dovrebbe avere un giusto equilibrio e dare esempi concreti ai bambini,che ormai si lasciano influenzare dalla tv e e dalle modelle !

  • marika

    Sai che è vero, sarebbe carino se facessero delle Barbie curvy, non come queste delle foto che sono mastodontiche, ma solo più rotonde giusto per non abituare già dalla pubertà i bimbi ad avvicinarsi al mondo dello skinny che è già abbastanza propinato dal fashion system!!! bella osservazione e bella trovata per la Lovato!!!
    baci

  • http://www.morbidalavita.com/ Giorgia

    Al di là delle trovate pubblicitarie, dei termini che vanno ‘di moda’ e delle iniziative atte solamente a sfruttare una corrente a proprio vantaggio, trovo che il senso di quello che scrivi sia chiarissimo. Trovo meravigliosa (per quanto utopica, chiaramente) l’idea di eliminare il bisogno di definirsi. Che sia usando un termine o proponendosi come antitesi a un modello preesistente.
    Lo so, non sto dicendo niente di nuovo, hai già detto tutto tu.
    Ma, del resto, sai come la penso… che cosa potrei aggiungere? Ci tenevo solamente a dirti che trovo il tuo discorso pregno di significato, le tue osservazioni condivisibili senza riserve, i propositi intelligenti.

    Poi, lo sai bene, il misunderstanding generale è in agguato ;)

  • Cecilia

    La diversità, l’osservazione e la critica della diversità (su cosa è la diversità bisognerebbe discutere) altrui fanno parte della natura umana. Sono il sale della vita e, guarda caso, la base per la conservazione della specie. Detto questo voglio dire qualcosa di poilitically uncorrect che ho imparato da mia madre (medico). Il sovrappeso non è brutto: fa male. Senza andare agli eccessi, avere un peso giusto è una questione di salute. Impariamo dagli animali: un animale sovrappeso è malato, in natura non sopravviverebbe. Per questo imparare ad alimentarsi correttamente, reintegrare artificialmente il moto che non possiamo fare a causa del lavoro è importantissimo. Difficile trovare un equilibrio in tutto questo. Il tuo post è interessantissimo e contiene un enormità di spunti! Grazie Anto

  • http://www.guyoverboard.com/ Guy Overboard

    Secondo me la soluzione di questa rivendicazione è tutta nel fatto di non fare della propria forma fisica un PROBLEMA, però non farne un problema non vuol dire NON PRENDERSENE CURA. So che è una cosa estrema come esempio, ma le persone con malattie degenerative che vivono meglio sono quelle che non fanno della loro malattie un PROBLEMA (così come coloro che hanno degli handicap ecc). Questo però non vuol dire che non si curino, che non vanno controllati. Quindi se una persona è curvy perchè è grassa, ossia ha un peso corporeo eccessivo, non può restare in quella condizione secondo me, DEVE provare a dimagrire, semplicemente perchè il normopeso non è una cosa cattiva. Dimagrire non vuol dire regredire o non accettarsi. Vuol dire PRENDERSI CURA DI SE’. Ora, nel momento in cui uno ci prova e non ci riesce o perchè comunque ama mangiare oppure perchè ha dei problemi alla tiroide e via dicendo, allora può iniziare un percorso di accettazione del suo essere curvy. Ma anche in quel caso COMUNQUE dovrà prendersi cura di sè, quindi anche se adora mangiare non dovrà sfondarsi di cibo ma dovrà mangiare più sano e nutriente, o dovrà andare a controllarsi la tiroide o i controlli che la “obbligano” ad essere così ogni tot mesi. Questo significa solo prendersi cura, non vuol dire che poi si dimagrirà, che non ci si accetta, che si sta facendo di tutto per essere “magri”.

    Quindi per me la rivendicazione curvy è proprio questo “siamo delle persone che hanno questa forma fisica e non POSSONO modificarla più di tanto (in questo caso il concetto di VOGLIONO per me non ha senso, una persona grassa che non VUOLE scendere di peso è malato!) ma si prendono cura di sè. Nel caso delle fashion blogger si prendono cura di sè attraverso l’abbigliamento, cercando di capire rispetto alla forma fisica quali sono i modi migliori per apparire meglio, quindi per prendersi cura della propria persona, del proprio modo appunto di farsi vedere, di porsi, di “abbigliarsi”. E ovviamente internet ti permette in tal senso di non sentirti solo e di aumentare questo concetto di “prendersi cura di sè” perchè di sicuro ce ne saranno altre mille con quelle caratteristiche. E vedendoti si sentiranno meno sole e saranno invogliate a farlo anche su di sè. Questa è la stessa cosa che succede ad un adolescente gay di provincia, che crede di essere l’unico al mondo ad essere gay e quindi la considera una cosa negativa, si colpevolizza, si nasconde e vorrebbe morire. Poi quando comincia ad andare in città o ad andare su Internet e si rende conto che non è l’unico, questa condivisione di tale caratteristica aumenta in lui la voglia di conoscere, sapere e quindi di migliorare la propria vita. In tal senso quindi il blog curvy serve proprio a questo: a condividere con gli altri un modo di prendersi cura di sè anche avendo un corpo che ha delle parti diverse, che uno può chiamare curvy o ciccia. Però bisogno dirlo PRENDETEVI CURA. Se siete grassi, prendetevi cura di voi dimagrendo. Se c’avete provato e non ci riuscite, allora prendetevi cura di voi mangiando queste cose, indossando queste cose, utilizzando questi trucchi, utilizzando queste creme, usando queste scarpe ecc ecc. Quindi PRENDERSI CURA è la chiave di lettura.

    Detto questo però mai fare del proprio grasso o delle proprie curve o di quello che vi pare un VANTO. Farne un vanto è sbagliato, in generale fare un vanto di una condizione naturale (nel caso lo sia per i motivi suddetti) è sbagliato perchè si fa lo stesso gioco di chi al contrario crea modelli magri, che fanno del magro un VANTO. La chiave di lettura è la medesima e come è sbagliata in un caso è sbagliato anche nell’altro. In tal senso quindi quello che dice Demi Lovato è una stronzata colossale. Non è dando un altro “modello” di bambola che la bambina cresce con un’idea di “diversità”. La bambina cresce con un modello di diversità e di condivisione di diversità se LA FAMIGLIA glielo insegna. Perchè se la bambina pensa che Barbie è bella, è la madre che le deve far capire che è un giocattolo, è una bambola, che le sue proporzioni sono fatte per giocare, che esistono bambine anche che non sono come Barbie, che lei stessa non deve essere come Barbie perchè lei non è un giocattolo. Di certo la bambina nasce e cresce capendo il concetto di diversità perchè glielo dice la madre e non perchè glielo “dimostra” un giocattolo. I giocattoli o i videogiochi o i programmi tv o tutto ciò che riguarda l’intrattenimento non dimostrano niente e non devono dimostrare niente. Il problema non è nella Barbie, il problema è nella famiglia! Se la famiglia non riesce ad educare i figli in modo appropriato, relegando alla televisione il ruolo di educatore, i figli ovviamente cresceranno con idee strane, modelli strani. Ma perchè quelle forme di intrattenimento a quell’età devono essere assolutamente “incanalate” dall’istruzione familiare, perchè quelli non sono stumenti educativi. La Barbie non è uno strumento educativo, è un giocattolo, quindi perchè dovrebbe mai avere il compito di far capire alla bambina come bisogna essere da grandi? Il videogioco sanguinolento è un giocattolo, non uno strumento educatvo, quindi perchè mai dovrebbe avere il compito di far capire al bambino che nella vita non deve fare a botte per risolvere le cose? La televisione o il giocattolo non sono educatori, non hanno questo ruolo e non devono averlo perchè il ruolo educativo lo ha in parte la scuola (fino ad una certa età) ma sopratuttto la famiglia. Quindi piuttosto che pensare a fare le Barbie più “grosse”, Demi Lovato dovrebbe dire al proprio stato (ma a tutti gli Stati, anche al nostro) di dare una mano alle famiglie a far sì che possano crescere i loro figli in modo migliore, facciamo in modo che possano seguirli negli studi, facciamo in modo che possano passare insieme del tempo in modo tale che così si sviuppi il momento educativo. E questo purtroppo è tutto un sistema che deve cambiare, perchè se mia madre è costretta a lavare le scale per portare a casa l’affitto e mio padre lavora in ufficio dalle 8 alle 20.00 e io lo vedo si e no due ore dopo di che vado a letto, è normale che io passo metà giornata guardando i cartoni e non ho nessun tipo di educazione se non quella basilare (stai composto, mangia tutto, non si parla col boccone blablabla). I bambini bisogna educarli, parlargli, fargli capire le cose. E chi più di una madre e di un padre, una Barbie?

  • thegummysweet

    Ciò che tutti dovremmo imparare è l’educazione alimentare. Ognuno ha una propria fisicità: io ad esempio di forme non ne ho! Si, è vero, mi sta addosso tutto bene o male, ma come mi piacerebbe essere un po’ più femminile in certi punti… Eppure il mio peso è corretto quindi mi devo adattare al mio corpo, sono fatta così. L’importante è essere coscienti del fatto che la salute va rispettata in primis per noi, per il nostro benessere. E invece ci sono sempre più casi di eccessi di magrezza e di sovrappeso… Forse inserire Educazione Alimentare a scuola non sarebbe male…!

    Eli | The Gummy Sweet

  • greta

    Parole sante!!!! iniziano a farci venire l’ansia delle forme già a 3 anni con la prima barbie!!!!!

  • Miria – Plus kawaii!

    “Quello che a molti sfugge è che l’orgoglio non sta nell’essere fieri della propria condizione, ma nella forza di volontà e nel coraggio che servono per lottare contro i pregiudizi che ne derivano.” Mamma mia, parole sante!!!!!!!!
    Non posso che essere d’accordo con te!
    Personalmente sono un pò stanca del sentire curvy qui curvy lì, ma più per il semplice motivo che essendo una parola “di tendenza” spesso viene usata giusto per motivi pubblicitari.
    Ma sono d’accordo, è una catalogazione generica più che altro per poter arrivare a persone interessate all’argomento.

  • Eleonora

    Credo che sarebbe giusto, in questo mondo che etichetta qualsiasi cosa, etichettare anche i magri: Sei una secca? Allora prendi i vestiti skinny. Sei una magra, ma senza esagerare? Prendi una slim. Sei una donna con le forme al loro posto? Prendi una curvy, e via dicendo… Mi sembrerebbe più corretto. Credo che nei limiti del ”sano” (parlo di obesità che crea problemi) l’essere grassi o meno non dovrebbe essere un problema. Il fatto è che la gente scambia e confonde l’essere in forma con l’essere magri: fare una dieta è molto più semplice che andare in palestra a tonificarsi il corpo; una persona magrissima ma ‘floscia’ non sarà mai bella quanto una curvy tonica, non c’è storia.

    Eleonora | Gomitolo Blu

  • Giorgio Schimmenti

    Il segreto sta nel piacersi… come dici tu, essere orgogliosi della propria condizione, ma anche in questo caso senza eccedere… orgoglio deve sempre far rima con buon gusto!

    Xoxo

    G.

    http://georgefashiondreamworld.blogspot.it/

  • federica

    ovviamente la cosa più importante è accettarsi, definirti “grassa” è sicuramente un’errore, come già sai non lo sei assolutamente! anche io sono molto pigra e dovrei fare movimento, soprattutto per tonificare… La cosa importante da non perdere mai di vista è che il sovrappeso non è solo una questione estetica ma anche di salute!

    Federica

    La Ragazza dai Capelli Rossi

  • alessia milanese

    Difficile per una donna riuscire ad accettarsi…e non fa differenza grasso o magro…c’è sempre qualcosa che non ci piace. Dovremmo imparare ad accettare questo nostro “non accettarci” con un po piu di ironia e di buon senso!!!

    Noi donne siamo belle proprio perchè ognuna è unica!!!

    Alessia
    THECHILICOOL
    FACEBOOK
    Video outfit YOUTUBE
    Kiss

  • http://www.divadellecurve.com/ divadellecurve

    sono completamente d’accordo sulla storia di organizzare movimenti di affermazione solo se davvero si ha un messaggio, quando in queste cose di coinvolgono brand, pubblicità, marketing commerciale mi passa la voglia. E in questo comprendo anche la retorica di persone che pensano che ‘attiri tanto’ il discorso dell’accattazione. Tutte noi blogger abbiamo una forma di marketing di noi stesse, consapevole o meno, ma questo non significa fover vendere sempre a tutti i costi qualcosa comprese noi stesse. Se non ci si crede in un messaggio non lo si passa. D’accordo anche su tutto il resto. Ma la cosa che mi ha colpito più del famigerato articolo è il tono superficiale di chi non sa cosa sia il disagio giovanile e a cosa possa portare.

  • Dora

    Un mondo ideale senza bisogno di classificazioni sarebbe sicuramente migliore. Non mi sono mia piaciute le etichette. Curvy, magra, alta, bassa.. non è certo questo che rende migliori o peggiori le persone! Ma purtroppo viviamo in un sistema che è totalmente all’opposto. Ma non penso serva fare delle “barbie grasse”, tutto sta nell’iniziare a cambiare mentalità ed educare diversamente, magari iniziando proprio dalle nuove generazioni.

    Dora @ Dora Fashion Space

  • ilenia

    sono d’accordo con te, “curvy” non è un modo di ghettizzare, è solo una parola che descrive la fisicità come “magra”, anche a me sta bene essere chiamata curvy perchè lo sono! per quanto riguarda le barbie, sinceramente non mi piace nè vederla ora nella sua struttura improbabile, nè mi piacerebbe vederla obesa. Mi piacerebbe una barbie regolarmente in salute, con tutti gli accessori del caso: occhiali, apparecchio, ecc. ecc. se deve essere un modello per le bimbe che sia quanto meno un modello corretto

    http://pescaralovesfashion.com/2013/06/considerazioni-sparse-post-pitti84/

  • Paola Styleandlifestyle

    Resto sempre perplessa ogni volta che leggo articoli come quello che hai pubblicato. Non esiste solomla bambola Barbie… Esistono mille altre bambole. Sta alla famiglia educare le proprie figlie nel modo giusto e senza pregiudizi, non solo, ma nel saper accettare qualsiasi modello estetico. Anche perchè sono convinta che anche nel magro ci sia il “difetto”. Ma ad ogni modo non intendo definire “difettoso” alcun modello, magro o curvy che sia, bisogna imparare ad accettarsi, lo dici anche tu, è il primo passo, ed accettare gli altri. Dopodichè bisogna imparare a dare il meglio di sè e per sè. Il problema restano sempre i media, quello si che è un bombardamento di falsi canoni estetici… Ma basta spegnere la tv o chiudere un rotocalco ed uscire in strada, passeggiare tra la gente….

  • Barbara Grimaldi

    io credo che, come per tutte le cose, ci sia grasso e grasso. Se è un corpo florido va più che bene, se la salute è in pericolo allora no. Se curvy lo si può essere come lo sei tu che ben venga tutta la vita.

    ♡ B.
    LOVEHANDMADE.ME
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    Fashion blogger Group

  • Giulia Galetti Beer

    Secondo me definirsi come appartenente ad una determinata categoria significa già autoghettizzarsi. Hai ragione, non c’è bisogno che ognuno si definisca come membro di una classe o peggio, di un modo di essere.

    E’ sbagliato anche secondo me dire che le Barbie dovrebbero dare il buon esempio, perchè buon esempio? Chi lo dice qual è il buon esempio? Barbie è una bambola, è stata creata così, perchè dovrebbe essere cambiata per “dare il buon esempio”?

    Giulia

    http://giuliagalettibeer.wordpress.com/2013/07/01/outfit-of-the-day-fluo-aztec/

  • Patrizia

    …ho appena letto un commento orrendo su una foto di Marilyn Monroe da parte di una blogger piuttosto nota che aspira a lavorare nel mondo della moda: “Per finire e per sentirci tutte meglio, un close up sull’orrendo didietro di Marilyn Monroe, che oggigiorno sarebbe stata considerata veramente una cozza”
    http://www.rockandfiocc.com/2013/07/general-mix-of-week.html
    Curvy = grassa = cozza. Non ho parole.

    • http://myvintagecurves.it/ My Vintage Curves

      Di cattivo, cattivissimo gusto. Anche perché la blogger in questione è “ingenua” al punto da non capire che la bellezza vera e indimenticabile è un’attitudine e non ha nulla a che fare con le mode e i gusti del momento. Grazie per la segnalazione Pat! Andrò a dare un’occhiata più approfondita…