Shoe madness

 ”I don’t know about other people, but when I wake up in the morning and put my shoes on, I think, Jesus Christ, now what?” (Charles Bukowski)

There’s a Bukowski’s poem called “Shoes” and it’s completely dedicated to shoes. Here it is:

When you’re young
a pair of 
female
high-heeled shoes
just sitting
alone
in the closet
can fire your
bones;
when you’re old
it’s just
a pair of shoes
without
anybody
in them
and 
just as 
well. 

Actually the Old Hank is used to talk about shoes several times in his short stories and poems, giving them different senses. Work shoes represent hardness of life, while female shoes are like a sexual fetish.

As is well known a lot of women are shoes addicted and the belief that shoes tell about us much more than our clothes, is known as well.

Forrest Gump said: “Momma always says there’s an awful lot you could tell about a person by their shoes. Where they’re going. Where they’ve been“.

I can’t blame him!
Shoes can be a metaphor of  journey, freedom, slavery or womanliness.
Worldwide fashionistas are mad about them, even when they are unconfortable like stocks.
Why? Because they are equal. The fateful question: “What size?” is not so ugly when is about a pair of flat instead of a stretch dress. Shoes are is all sizes and they’re regular in any case!
And what about heels? They are curvy friendly and help little girls to look taller.
Architecturally speaking shoes can have a life of their own, like a sculpture or a painting. Think about Mc Queen’s Armadillo shoes, Zaha Hadid’s Melissa shoes or Cinderella’s glass slipper, do they really need to be worn?
As for me one of my recurring dream is running barefoot through a dangerous unknown city. In my real life I’m used to wear comfortable flat shoes when I feel I could be in a hole, I like to think to be able to run away any time now :)
The pictures you see in this post were taken by me during the Milan Fashion Week in September 2012. They prove that shoes tell a lot of stories, although they can’t  speak in words!!!
In the end I remind you to support me and give me your vote in Grazia’s contest Blogger we want you. It’s easy, no submission is required and you can do it once a day. Would you love to see a curvy woman as new Grazia’s IT Blogger? Click on the red heart here, it takes a second!

Non so gli altri, ma io al mattino quando mi chino per allacciarmi le scarpe penso: Cristo Onnipotente, e ora? La vita mi fotte, non ce la intendiamo. Devo prenderla a piccole dosi, non tutta assieme“ Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo, traduzione di Andrea Buzzi, Feltrinelli

C’è una poesia di Bukowski che s’intitola Shoes ed è completamente dedicata alle scarpe. Parla di quanto un uomo giovane possa essere attratto da un paio di scarpe da donna sistemate nell’armadio e di quanto per un uomo vecchio quelle scarpe siano l’unico modo per eccitarsi :) In realtà il vecchio Hank parla molto spesso di scarpe nei suoi racconti e nelle poesie, caricandole di significati diversi. Sono metafora della durezza della vita le scarpe da lavoro, mentre le scarpe delle donne spesso diventano un feticcio capace di suggerire interi universi sessuali.
La dipendenza dalle scarpe di molte donne è ormai cosa nota, almeno quanto la convinzione che le calzature raccontino di noi molto più di quanto facciano gli abiti che indossiamo.
Forrest Gump, citando la saggezza materna, ce ne ha dato la certezza.
Mamma diceva sempre che dalle scarpe di una persona si capiscono tante cose, dove va, cosa fa, dove è stata“.
Come dargli torto?
Croce e delizia di tutte le amanti della moda, le scarpe possono essere metafora di viaggio, di libertà, di costrizione, di femminilità.
Le donne le amano anche quando sono scomode al limite della tortura.
Il perché non è difficile da individuare.
Innanzitutto, a differenza degli abiti, le scarpe sono democratiche. La fatidica domanda: “Che taglia?” non è terribile se riferita ad un paio di ballerine piuttosto che ad un tubino stretch. Le scarpe non arrivano solo alla 46 e sono sempre regular.
I tacchi sono amici delle donne basse e di quelle con le curve, slanciano la figura e ti inducono a camminare come se fossi su una passerella (ok, non sempre)
Architettonicamente parlando poi sono oggetti capaci di vivere una vita autonoma, che può andare ben al di là dell’appendice che devono calzare. Pensate alle Armadillo di Alexander Mc Queen, alle Melissa di Zaha Hadid  o più semplicemente alla scarpetta di cristallo di Cenerentola: hanno davvero bisogno di essere indossate?
Per quanto mi riguarda uno dei miei sogni ricorrenti è quello di correre scalza per le strade di una città piena di pericoli. Nella vita reale infatti non indosso mai scarpe scomode quando vado incontro a situazioni nuove; mi piace pensare di poter correre via in qualsiasi momento!
Le foto che vi presento sono state scattate da me a Milano durante la Fashion Week di settembre e testimoniano che le scarpe raccontano molto anche se non hanno il dono della parola!
Infine vi ricordo il concorso Blogger we want you. Se l’idea di avere una curvy girl fra le IT Bloggers di Grazia vi piace, votatemi cliccando sul cuoricino rosso che trovate qui. E’ semplicissimo, non richiede iscrizione e si può fare una volta al giorno. Grazie!

  • Lisa Walter

    I can only say  WOW!

  • Ffgliomeni2

    Mi è piaciuto molto l’idea…di questo reportage!!! …povere donne:)

  • http://twitter.com/Angie_Found Angie Found

    Mi piacciono sempre le tue foto! 

  • http://www.facebook.com/TheChiliCoolBlog Alessia Milanese

    Le scarpe leopardate mi attirano molto!!
    Alessia
    THE CHILI COOL
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  • Greta

    Bellissimo post, ricco di spunti interessanti, sia per la moda che per la letteratura..grazie mille ;)

    baci,G.Vuoi aiutare In Moda Veritas ad entrare a far parte della IT FAMILY di Grazia.it? Vota cliccando qui e poi sul cuoricino. Grazie mille <3IMV su FacebookIMV su Bloglovin’

  • Marta

    Le scarpe leopardate sono favolose!:) baci

  • Dorafashionspace

    Io sono sicuramente nella categoria dipendenti da scarpe!
    xoxohttp://blog.dorafashionspace.com