My first 7 months of curvy blogging
I could call this post “Physics of judgement”. But calm down! It isn’t a philosophical post.
Everyone who manages a blog or is out to knows that disclosing his thoughts, his face, his body, he subjects himself to other people’s judgement. This is obvious, but it worths to reflects about the weight and the consequences of judgements.
I thought it more than a year before starting this blog, swearing my privacy and splashing my face across the front page. But it doesn’t mean I decided not to care about other people’s opinions. Well, I mean, how could I have showed my world (and fashion) view neglecting different ways of thinking? It could be crazy by my side!
From my own personal experience there are 3 kind of comments: liquid, solid and gaseous like water states of matter.
Liquid comments, good and bad ones, are valueless, words said without thinking, or reading what you wrote. So they elapse like water on your skin.
Solid comments hit the nail on the head. They hurt or make marry and usually they come from people you appreciate and judge the worth. I feel so blessed, because I have a lot of solid comments in my 7 months of blogging
Gaseous comments are the worst and unfortunately curvy and plus size women, plus size, bloggers or not, bump into them quite often. Judgements like: “Look at her! Who the hell does she think she is?” or “She’s not so smart as she supposes to be!” they say speaking smockingly. They don’t abuse, they instill doubts, all they want to do is undercut your self esteem. They want you to feel unsuitable and ridiculous. They don’t debate and this is deeply unsporting and
“Not canonical” bodies are often aim of this kind of attentions, they cause feeling that go from annoyance to hate. They aren’t comforting, so some people want to show that they are wrong using sarcasm.
Well these comments don’t deserve our attention. And here what I’m going to do this year: I will ignore gaseous comments, I will blow them away like fog on my bathroom’s mirror.
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La fisica del giudizio
Tranquilli. Non è un post filosofico!
Chiunque gestisca un blog o abbia in mente di aprirne uno sa che rendere pubblico il proprio pensiero, la propria faccia, il proprio corpo, comporta modo automatico il doversi sottoporre giudizio altrui. La cosa è piuttosto naturale, ma è importante fare una riflessione preventiva sul peso che si intende dare a questo giudizio e sulle conseguenze che potrà generare.
Io ci ho pensato per più di un anno prima di decidermi ad aprire questo blog, mandare a quel paese la mia grandissima riservatezza e spiaccicare la mia faccia sul web. Ciò non vuol dire che abbia deciso di applicare la politica del “Me ne frego del giudizio altrui”, perché la trovo insensata. Se ho scelto di mostrarmi agli altri deve giocoforza interessarmi quello che pensano!
Per la mia esperienza esistono 3 tipi di approccio quando si parla di commenti. E sono come il tre stati della materia: liquido, solido e gassoso.
I commenti liquidi sono quelli che scivolano via. Due parole buttate lì, che quasi mai entrano nel merito e tradiscono spesso un certo disinteresse nei confronti dell’oggetto del giudizio. Fanno parte di questa categoria anche lo spam e i commenti follow for follow. Generalmente sono innocui, al massimo fastidiosi.
I commenti solidi sono quelli che colpiscono. In positivo o in negativo. Giudizi affrettati, offese, gratuite e non, ma anche osservazioni sagaci, complimenti sentiti, attestati di stima.
Ed ora veniamo alla terza categoria: i giudizi gassosi.
Le fashion bloggers, le donne curvy e plus size in particolar modo, lo sanno bene. I corpi “non canonici” sono spesso oggetto di sentimenti contrastanti, che virano facilmente dal fastidio al feticismo fino all’odio nudo e crudo. Se a questo si aggiunge la “pretesa” di avere un’opinione e la capacità di argomentarla con dovizia di particolari, ci si rende presto conto di quanto la questione possa diventare spinosa. I commenti maligni si sprecano, sia online che nella vita reale. E sono quasi sempre anonimi. Quindi potenzialmente rinnegabili
Questo è il genere di commenti che io temo. Non sono mai diretti, si camuffano da discorsi generali che, partendo con dei brevi cenni sull’universo, finiscono con il dimostrarti (a detta loro) quanto sbagliato, ridicolo, inutile sia quello che stai facendo. Molto spesso si servono di allusioni, di frasi buttate lì in modo distratto, di sghignazzi e sorrisetti sarcastici. La caratteristica comune di questi commenti è l’interpretabilità, dicono e non dicono, suggeriscono, insinuano e spesso non lo fanno in modo diretto. Il loro potere malefico, che ha lo scopo di minare l’autostima usando il facile strumento del ridicolo, è volatile. Non si riesce ad afferrare con le mani, ma c’è e fa male.
Cose del tipo: “Ma hai visto quella? Vuole fare la modella!” o “Scrive un cumulo di stronzate e crede pure di essere intelligente!” sussurrate con il tono riservato alle faccende poco importanti, sono ciò a cui mi riferisco.
I commenti gassosi non entrano nel merito, non stimolano il confronto, non sono leali. Esistono, ma se vuoi impugnarli e discuterne svaniscono magicamente. E sono inutili, come tutto ciò che tende a distruggere piuttosto che a costruire.
Il solo modo per neutralizzarli è soffiarli via, eliminarli come si fa col vapore sullo specchio del bagno. E continuare a fare nel miglior modo possibile quello in cui si crede. Mettendoci come sempre la propria faccia e la propria testa.
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